Banat (il viaggio), videointervista a Elena Radonicich: ero incinta e la vita si è innestata nel cinema

Non è da tutte rimanere incinta mentre si sta sta girando un film e siccome il regista vuole lei e solo lei a tutti i costi, modifica parte della storia e adatta il personaggio all’attrice. Così è accaduto a Elena Radonicich, protagonista femminile di Banat (il viaggio), che dopo Venezia arriva in concorso oggi nella sezione ItaliaFilmFest/Opere prime e seconde del Bif&st, il Bari International Film Festival, e da giovedì 7 aprile in sala e su piattaforme digitali a pagamento distribuito da Movimento Film. È il primo lungometraggio del milanese Adriano Valerio, in lizza come miglior regista esordiente ai David di Donatello, ed è ispirato alla vera storia di un suo amico che decise di andare a coltivare mele in Romania (Banat sta appunto per la regione della Romania occidentale dove si trova Timisoara).

Ed ecco la storia: Ivo fa l’agronomo, Clara lavora in un cantiere navale. Entrambi vivono a Bari ma Ivo ha appena accettato un lavoro in Romania. Per questo lascia l’appartamento che gli aveva affittato l’eccentrica signora Nitti e al suo posto arriva Clara, appena uscita da una tormentata e difficile storia d’amore. Si incontrano così, in una casa che non è più dell’uno e non ancora dell’altra e tra loro si scatena una sorta di colpo di fulmine, ma non di quelli banali da soap opera, piuttosto il loro è un riconoscersi, entrambi in un punto della vita che per l’uno inizia e per l’altra sembra finire. Quando Clara resta senza lavoro decide di raggiungere Ivo e con lui affronta la vita in un paese straniero e sconosciuto, il distacco dalle proprie radici e il non sapere nulla del loro futuro, ma anche l’amore che nasce, e non solo quello. Protagonisti Elena Radonicich che è appunto Clara, Edoardo Gabbriellini che è Ivo, Stefan Velniciuc che è Ion e con la partecipazione di Piera Degli Esposti nel ruolo della signora Nitti. Come ci sono finiti Ivo e Clara su una spiaggia deserta sul Mar Nero? Sembrano chiederselo mentre, stretti in un abbraccio, osservano il mare piatto. Vorrei che anche il pubblico si ponesse la stessa domanda – dice Adriano Valerio – e che si interrogasse sul motivo che ha spinto due trentenni italiani intraprendenti, capaci, determinati, a trovarsi a 1400 chilometri da casa, su quella fredda spiaggia, per cercare un po’ di felicità professionale e sentimentale. In un’epoca in cui l’Italia è vista come terra dei miracoli da migranti che arrivano dall’Est e dall’Africa, Banat racconta il percorso di due immigrati al contrario, verso la Romania”. Di “emigrazione al contrario” ci parla anche Elena Radonicich nella nostra videointervista:
Banat (il viaggio) è una una produzione Movimento Film con Rai Cinema e co-prodotto da Ars Digital, Kt Film & Media, Parada Film.