Entri e vedi Anna Magnani dappertutto, in mille forme e colori. E senti anche la sua voce, calda, sporca, inconfondibile. Il tutto in un ambiente familiare e rassicurante nella via dell’arte romana. Il Margutta Veggy Food & Art ospita ANNAmo’ La street art incontra Anna Magnani, nuovo progetto espositivo che rende omaggio alla donna e all’attrice, a settant’anni dalla consacrazione internazionale del 1956. Curata da Bruno Ialuna e ideata dalla titolare de Il Margutta Tina Vannini, la mostra uniscel’eredità della sua arte cinematografica e il linguaggio dell’arte urbana.
Il 1956 è stato un anno cruciale per Anna Magnani: l’attrice vince il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata e riceve il Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico. Con il suo carisma e il suo spirito indomito, ha conquistato il mondo, diventando un’icona del cinema neorealista. “Un’artista è una cosa molto difficile da definire – dice Bruno Ialuna – ‘Gli artisti sono degli egoisti, degli egocentrici, un po’ esibizionisti. Però guai se non ci fossero’, così Anna Magnani definiva gli attori e gli artisti in un’intervista del 1964. E adesso, in questa mostra, tocca a quindici artisti internazionali di Arte Urbana definire ‘Nannarella’ e confrontarsi con lei. Ognuno lo fa a modo suo, con gli studi, le idee e le tecniche che il proprio percorso artistico gli ha suggerito, sfidando tutte le difficoltà che i veri artisti devono affrontare, quando c’è un tema fisso sul quale devono esprimersi”.
“Questa mostra nasce dal desiderio di rileggere Anna Magnani attraverso il linguaggio potente della street art, nel luogo che ha segnato una parte fondamentale della sua vita: Via Margutta- aggiunge Tina Vannini – Qui, Anna ha vissuto, amato e creato, intrecciando relazioni artistiche decisive, tra cui quella con Federico Fellini. Portare ‘ANNAmo”in questo spazio, significa restituire alla sua memoria un contesto autentico, dove arte e vita si sono sempre incontrate. Quindici artisti contemporanei reinterpretano il suo spirito libero, creando immagini che parlano al presente e celebrano un’eredità culturale ancora viva e attuale”.
E gli artisti sono Maupal, Mauro Sgarbi, Mobydick, Elena Gallo, Giusy Guerriero, Sid, Ale Senso, Uman, Elisa Tamburrini, Diavu’, Rame13, Er Pinto, Miss K, Lediesis, Blub. Ognuno di loro esplora temi come la bellezza, la passione, il dolore e l’autenticità che hanno caratterizzato la vita e la carriera di questa grande attrice. Ogni opera è un omaggio a un aspetto diverso della sua personalità e della sua vita, che ha sempre cercato di vivere senza compromessi, dentro e fuori la scena.
Ale Senso, con l’opera Pensieri mobili come chiome, riprende il vortice di idee e la lotta di Anna, una donna sempre avanti per i suoi tempi e, per questo, costantemente in battaglia con una società che non la comprendeva completamente. Le rughe di Anna, simbolo di una vita intensa e di esperienze vissute senza riserve, sono al centro dell’opera di Maupal. L’artista esplora come la sua bellezza fosse segnata dal tempo, ma anche come quelle rughe raccontassero un’anima che ha attraversato gioie e dolori, diventando un simbolo di autenticità. Mauro Sgarbi, attraverso il suo impegno sociale, inserisce Anna Magnani nel suo progetto La carne di Roma, un richiamo forte alla sua appartenenza a Roma e alla sua passione per la città, che l’ha sempre amata e che l’ha resa unica nel panorama artistico mondiale. Mentre Moby Dick la immagina nel mare.
Elena Gallo restituisce invece un volto che ride e grida insieme: un’immagine doppia e potentissima, che richiama la consapevolezza dell’attrice di aver trasformato privazioni e ferite – una lacrima di troppo e una carezza di meno – nell’origine della propria intensità artistica. L’amore di Anna per gli animali, e in particolare per i suoi amati cani, è celebrato nell’opera di Rame13, mentre Giusy Guerriero ci mostra il volto della diva ormai segnato dal tempo, un segno tangibile di scelte vissute senza compromessi.
Un omaggio simbolico e concettuale è quello realizzato da Sid: al centro domina una bilancia romana da cui pende un cuore anatomico, pesato come fosse materia viva e verità ultima. Una mano sospesa – il tempo, il destino, la storia – non giudica, ma obbliga a misurarsi con il peso dell’autenticità: una dichiarazione di esistenza e sincerità, come la presenza scenica di Anna Magnani.
Il concetto di autenticità e forza femminile viene anche esplorato in profondità da Uman, che da sempre tratta il tema della donna come protagonista della propria vita, in grado di adattarsi e superare le difficoltà senza mai rinunciare alla propria forza interiore. Con un’intensità più intima e materica, Elisa Tamburrini presenta il trittico tridimensionale A misura di grembo: un lavoro che sfonda la tela e diventa spazio, volume e ruvidità, dove la carezza si fa gesto fondativo e misura non quantitativa dell’esistenza. Un’opera che interroga il vuoto e il bisogno di contatto, restituendo all’assenza una “misura umana”, abitabile.
Il legame di Anna con Roma è rappresentato in molte opere della mostra. Diavu’, con Mamma Roma (Anna Magnani), celebra la connessione indissolubile tra l’attrice e la capitale, mentre Er Pinto racconta la sua umanità, la sua semplicità e il suo coraggio. La leggerezza della sua risata e il suo volto intenso, simbolo di una Roma che affronta le difficoltà con dignità, sono ripresi nell’opera di Miss K. Lediesis ripropongono una delle immagini più iconiche di Magnani, tratta dal film Abbasso la ricchezza, restituendone tutta la romanità schietta e verace: un omaggio che la colloca nel pantheon delle superwomen contemporanee e che, per la prima volta, arriva in mostra in versione su tela.
L’esposizione culmina con l’opera di Blub, che celebra la notte della vittoria agli Oscar con il titolo La rosa di Roma: una dedica alla città che le ha dato i natali e che ha visto crescere la sua straordinaria carriera. Da non perdere: ANNAmo’ La street art incontra Anna Magnani al Margutta Veggy Food & Art fino al 10 maggio.
