Alta Langa Roma 2026: dal Piemonte alla Capitale tra bollicine e racconti

di Patrizia Simonetti

È stato un grande piacere essere stati tra i 700 ospiti accreditati ad Alta Langa Roma 2026, il grande evento dedicato alle tanto amate bollicine piemontesi, organizzato per il terzo anno consecutivo dal Consorzio Alta Langa DOCG e svoltosi ieri nelle sale dello Spazio Field di Palazzo Brancaccio. Tantissimi i vini in degustazione tra bianchi, rosati e riserve – 115 cuvée nella tipologia brut e pas dosé – per 47 produttori presenti. Siamo partiti dal 120 Mesi Riserva 2011 Alta Langa Docg di Gancia, apprezzando il profumo intenso e la struttura di uno spumante prezioso dal nome popolare e familiare. Poi, come sempre in queste occasioni, abbiamo anche approfittato delle ottime degustazioni per fare due chiacchiere con i relativi espositori e produttori.

“Se mi devo presentare, lo faccio con questa bottiglia – ci confida Giovanni Bava, viticoltore enologico di sesta generazione, mentre versa nel nostro calice il TotoCorde Brut Docg CocchiTotocorde in latino vuol dire ‘con tutto il cuore’ ed è la prima cuvée che abbiamo prodotto ad Alta Langa: 80% Pinot nero, 20% Chardonay che si sposano benissimo, attualmente siamo fuori con l’annata 2019 di grande freschezza”. 24 anni, appena laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università di Torino, una passione ereditata da padre e zio: “mi hanno sempre portato in giro per vigne e cantine – ci racconta – la passione è cresciuta piano piano e un giorno mi sono trovato in cantina senza essermene accorto.

Questo è un mondo che sento mio e che voglio continuare a scoprire calice dopo calice, bottiglia dopo bottiglia, nel farlo e nel berlo. Fare il vino è per me portare avanti quella che è una bella storia e una bella tradizione”. Poi, a proposito di Alta Langa: “è una delle sfide più grandi che abbiamo intrapreso, ma che ci danno più soddisfazione, ci crediamo tanto perché è un prodotto di eccellenza del territorio che racconta quella che è la tradizione spumantistica del Piemonte, che c’è sempre stata e che con l’arrivo del Consorzio si è trasformata in un bel progetto che eleva tutto il territorio”.

Ci spostiamo poi al banco della Cantina La Torre di Castel Rocchero, nell’astigiano, per gustare l’Alta Langa Brut Rosé Docg: “La Cantina è nata come cantina cooperativa nel 1953 e la prima vendemmia è stata nel 1956 – ci raccontano Daniele Ottazzi e la responsabile commerciale Marta MenottiAbbiamo una grandissima attenzione alla qualità. Ci troviamo in una regione di terre bianche, quindi tutti i nostri vini hanno grandi profumi e una buona struttura, ma sicuramente sono molto beverini. Abbiamo una linea completa ma ovviamente per noi il Top di gamma è l’Alta Langa che abbiamo sia nella versione Brut, 80% Chardonnay e 20% Pinot nero. E il Rosè che è 100% Pino nero, annate 2019 e 2020, con sboccatura 2025, se li assaggiate ne apprezzerete sicuramente il valore”. Detto fatto.

Buonissimo anche l’Alta Langa Rosè Clara Extra Brut DOCG 2021 di Annamaria Abbona che nel nome lo ha dedicato a sua madre, rosa ramato, perlage fine, minerale ed equilibrato: “qui siamo al 100% Pinot Nero, 30 mesi classici, e nella seconda pressatura prendiamo un po’ di colore e del potassio che abbassa l’acidità per ottenere un vino leggermente più morbido – ci spiega lei stessa – Extra brut per noi vuol dire ‘1 barra 3 grammi’, per dare più equilibrio alle annate troppo acide. Per questo motivo non faccio Pas Dosè ma Extra Brut, perché lavorando con queste altitudini e queste acidità, preferisco avere la possibilità di dare un maggior equilibrio ai miei vini”.

A presentarci poi l’Alta Langa Rosé Doc metodo classico di DuchessaLia, fresco, equilibrato, senza nessuna connotazione specifica su abbinamenti e occasioni anche se ci ispira molto come aperitivo, è l’espositore e produttore Nicolò Turco che conferma le nostre prime impressioni, tra cui quella di un color Cipria: “Il colore sì, è un po’ francese: non abbiamo voluto caricarlo troppo… Rosè della prima annata, il 2022, sboccato a novembre 2025, è un esperimento ben riuscito: 100% Pinot Nero, poche bottiglie essendo, appunto, una prima annata. Un bicchiere che, in effetti, può essere trasversale nel corso della giornata e non per forza concentrato in determinati momenti né per forza abbinato a qualcosa: anche bevuto nel pomeriggio da solo può regalare una bella sensazione”.

Non ci siamo però persi il nuovo Cocktail Torino Royal by Christian Comparone, Bar Manager di Baylon Cocktail Bar&Bistrot, in degustazione al Bubble Bar di Spazio Field di Palazzo Brancaccio proprio in occasione di Alta Langa Roma 2026. Alta Langa Docg, Vermouth di Torino Igp, Rosolio di Torino, liquore alla nocciola Frangelico: un’esperienza sensoriale davvero inebriante, tra aromi di agrumi e spezie, gusto rotondo ed un perfetto equilibrio tra gli ingredienti. Creato per l’occasione, sarà a breve in esclusiva tra i cocktail del bar di Palazzo Ripetta, come ci rivela Alessandro da dietro il bancone. 

A sostenere e ad accompagnare le nostre degustazioni di spumanti, due generosi banchi di assaggi di formaggi tipici della bottega romana La Tradizione e di olio di Alatri Quattrociocchi con i relativi prodotti. Nel corso dell’evento, in una sala dedicata, è stata inoltre esposta Onde, un’installazione composta da sottili strati di legno  dal colore giallo dorato che mostra fedelmente le curve di livello dell’areale dell’Alta Langa Docg. Alta Langa Roma 2026 ha visto anche il successo delle tre masterclass guidate da Marco Reitano, sommelier del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola di Rome Cavalieri The Waldorf Astoria, andate rapidamente in sold out.

Grande la soddisfazione del presidente del Consorzio Alta Langa: “Oltre al grande afflusso di operatori, in questa edizione di Alta Langa Roma 2026 abbiamo raggiunto un numero importante di aziende partecipanti – ha detto Giovanni Minettie il fatto che i nostri produttori abbiano accolto con questo entusiasmo l’invito del Consorzio, spiega meglio di tante parole la loro voglia e l’orgoglio di presentare al pubblico di esperti e professionisti la propria interpretazione di un prodotto di alta qualità che sta ricevendo sempre più attenzione e apprezzamenti.

Il risultato di giornate come queste rafforza la nostra intenzione di consolidare l’appuntamento di Roma come evento promozionale consortile fisso e ricorrente, come momento di confronto con gli operatori e il pubblico professionale e come un’occasione unica per presentare le annate attualmente in commercio di Alta Langa DOCG e le caratteristiche di un territorio di origine unico e straordinario”.