Alice nella Città, tra Mahmood, Emma e Russell Crowe

Marcel the shell with shoes on di Dean Fleischer-Camp è il film d’apertura della ventesima edizione di Alice nella Città che corre parallela e felice alla Festa del Cinema di Roma dal 13 al 23 ottobre, presentata oggi dai direttori Gianluca Giannelli e Fabia Bettini. Un racconto straordinariamente efficace di parole e immagini – svelano i due direttori – ispirato a una serie di cortometraggi in stop-motion sul valore dei sentimenti e dei legami affettivi. Marcel è una conchiglia parlante, alta un pollice con un solo occhio e un paio di scarpe da ginnastica, che vive in un Airbnb e sembra discendere direttamente da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Il film racconta di noi, del nostro modo di essere e di comunicare, dei nostri desideri e delle nostre ansie, dei nostri ricordi e delle nostre aspettative. Un viaggio che spazia tra il reale e l’immaginario e racchiude un enorme senso di meraviglia. Un perfetto film ponte per riscoprire il senso dell’esperienza cinematografica con i propri figli. 

In cartellone ad Alice nella Città, anteprime assolute, esordi alla regia e conferme originali: 12 le opere del Concorso e 3 i film Fuori Concorso a cui si aggiungono, nella sezione competitiva Panorama Italia, 8 film in concorso e 5 proiezioni speciali che  pongono l’accento sul cinema italiano, con proiezioni di film e documentari. Sono inoltre 4 Eventi Speciali a  cui si affianca la selezione Sintonie, linea di programma pensata in collaborazione con la Mostra  Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e che accoglie 4 film presentati quest’anno nella Sezione Orizzonti. In programma anche 1 serie, 1 restauro e 28 cortometraggi (16 in concorso, 7 animazioni e 5 proiezioni speciali) selezionati in collaborazione con Premiere Film.

Alla base della messa a fuoco dei film in concorso quest’anno – dicono ancora Gianluca Giannelli e Fabia Bettini – c’è una curiosità profonda verso l’età di mezzo, verso i riti di passaggio osservati nella loro autenticità, senza narcisismi, infingimenti o idealizzazioni. Le immagini che fioriscono nella memoria di questi racconti sono materia prima, riflettono il valore del vissuto di autori affermati e giovani esordienti, tutti ispirati da testimonianze ed esperienze personali, legate alla concretezza di un ricordo d’infanzia, ricche di verità nascoste mai del tutto bianche o del tutto nere. Un viaggio nella memoria che ad esempio James Gray in Armageddon Time rasforma in qualcosa che riguarda l’incapacità di dare espressione ai desideri e alle legittime aspirazioni. Gli fa eco la complessità dei legami familiari di Signs of love di Clarence Fuller che solleva riflessioni sulla vita e sui possibili modi di stare al mondo di un adolescente che sta cercando di uscire da un ambiente tossico. Per lo sceneggiatore e regista James Morosini il rapporto con il padre (Patton Oswalt) è legato al ricordo di un inganno, così il suo I LOVE MY DAD mette in luce la crudeltà della farsa e lascia che la dinamica genitore-figlio rimanga sospesa nel dolore reale, ispido e inquietante, di una genuina bugia.

Il Panorama Italia punta sulla scoperta e sulla valorizzazione del cinema italiano. Sono documentari, film inediti in Italia mai usciti in sala per il grande pubblico o passati velocemente in un festival. Sono 8 i film che comporranno la selezione in concorso a cui la giuria composta da Riccardo Milani, Massimiliano Bruno, Tosca, Milena Mancini, Giampaolo Morelli assegnerà il Premio Raffaella Fioretta, sostenuto dalla Regione Lazio. Film capaci di raccontare storie nei modi inventivi del cinema indipendente: inclassificabili, scivolosi, sfuggenti. Come l’horror emozionale di Paolo Strippoli: Piove è una storia estrema come la follia che esplora, sulfurea come il vapore misterioso che esce dai tubi di Roma: chi lo inala dovrà fare i conti con le sue paure più profonde.


L’Uomo sulla strada costringe Irene (Aurora Giovinazzo) e Michele (Lorenzo Richelmy) a fare i conti con i propri fantasmi e a crescere, legandosi profondamente l’una all’altra.
Ci sono storie di ragazze determinate che si misurano con la rigida mentalità del proprio tempo, con qualcosa di più grande di loro, di cui non si capisce la portata. Storie che si intrecciano dentro e fuori dal carcere, in una delicata e complessa ricerca del rapporto tra identità e memoria, e che si legano saldamente alla trama: come nel racconto di Andrea Papini, I nostri ieri in cui un documentarista (Peppino Mazzotta), un detenuto e una vittima (Francesco Di Leva) danno vita ad una storia che scava dentro e fuori l’esistenza di tre umanità, fra responsabilità familiari che pesano come macigni e un innato bisogno di libertà. Così avviene anche ne Il ritorno che mette in scena la struggente esperienza del vivere di una madre che, dopo dieci anni di carcere, si rifiuta di fare marcia indietro di fronte alle difficoltà di ricominciare, per ritrovare l’amore, i gesti quotidiani e l’affetto di un figlio ormai distante: il film di Stefano Chiantini fa emergere nei protagonisti Emma Marrone e Fabrizio Rongione al di là di colpe, limiti, miserie e una dignità umana che ha valore universale.
C’è una linea evidente di continuità tra il catalogo di questi destini adolescenti e la musica. Fabio Mollo torna a dar voce a quell’età in cui è ancora tutto da scoprire con My Soul Summer  ovvero l’estate unica di Anita  che vede Casadilego al suo esordio nel cinema e di Vins (Tommaso Ragno). Tra le proiezioni speciali di Panorama Italia il documentario Mahmood di Giorgio Testi che esplora il mondo di Alessandro, fatto non solo di note e accordi, ma anche di amore e assenza.

Tra gli eventi speciali, Russell Crowe ritirerà a Roma un Premio Speciale in occasione del ventennale di Alice nella Città e parteciperà a una masterclass aperta alle scuole di cinema e al pubblico. Otto anni dopo l’esordio con The Water Diviner, Russell Crowe torna dietro la macchina da presa con un thriller in cui si rischia ben oltre il tavolo da gioco. In Poker Face, presentato in co-produzine con la Festa del Cinema, l’attore e regista, anche co-autore della sceneggiatura con Stephen M. Coates, interpreta Jake, un giocatore d’azzardo miliardario che offre ai suoi migliori amici la possibilità di vincere più denaro di quanto abbiano mai sognato. In cambio, però, dovranno rinunciare a ciò che hanno protetto per tutta la vita: i loro segreti.

Il ricco programma ufficiale sarà distribuito tra l’Auditorium Parco della Musica, l’Auditorium della Conciliazione e il Cinema Giulio Cesare. Contenuti extra e incontri con i protagonisti potranno essere goduti anche nelle piazze dell Capitale grazie a maxischermi e alla collaborazione con Urban Vision.

Alice nella città è organizzata dall’Associazione Culturale PlayTown Roma,  con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiC, della Regione Lazio, del Comune di Roma in
collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma e Auditorium della Conciliazione.