Alex Wyse e le cose belle che rimangono: videointervista

di Patrizia Simonetti

Dicono che tutte le cose belle poi finiscono è il nuovo album di Alex Wyse che esce venerdì 15 maggio. Dopo l’esperienza di Sanremo Giovani, che non l’ha portato sul palco dell’Ariston ma gli ha dato indubbiamente nuova visibilità, occasione anche per un nostro precedente incontro, Alex sforna un disco personale, vitale, potente e sensuale, il secondo in studio dopo Ciò che abbiamo dentro di quattro anni fa. 

8 canzoni che parlano essenzialmente di lui e della sua visione della vita: sempre libertà la parola chiave, della quale avevamo già parlato nella precedente videointervista, quella che ci accoglie con lui su una terrazza al sole, canotta nera e cappello a tesa larga. E poi l’amore, in tutte le sue forme: quello libero e disinibito di una notte al mare, quello più intimo e sofferto di un addio, l’amore inquieto che non sai se andartene o restare, quello senza controllo, come una festa per lasciarsi andare.

Un amore che è un po’ febbre e allora “toccami la fronte, ho paura che sia amore”, che è fisico, che fa soffrire anche se poi quel dolore si impara anche ad accettarlo perchè, come dice Alex, dicono che tutte le cose belle poi finiscono, ma quel dicono lascia una porta aperta su una verità non assoluta. E poi, se sono davvero cose belle e vere invece rimangono, magari sotto altre forme, persone, momenti… e alla fine “se fosse l’amore la rivoluzione?”

Così con Alex Wyse abbiamo voluto parlare di queste 8 canzoni, da +Love, la nostra preferita, che è tutta da ballare, a Rockstar – portata a Sanremo Giovani -da Notte stupida e Arrivederci più, già uscite prima del disco, passando per le inedite Amara, Tenco e Dalida, Vis à Vis e Batticuore, tra citazioni illustri – le bombe delle sei non fanno male – e cinematografiche – Delitto all’italiana. La nostra videointervista a Alex Wyse: