Al via lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale: premio a Rocco Papaleo, ospiti Filippo Nigro, Michele Soavi, Mimmo Verdesca

di Patrizia Simonetti

Torna al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale che, come ogni anno, assegnerà durante la serata finale, il Premio Lo Spiraglio a un personaggio particolarmente significativo del mondo cinematografico che abbia raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone e gruppi legati al mondo del benessere fisico, mentale e sociale: in questa sedicasima il riconoscimento andrà all’attore, regista, sceneggiatore e musicista Rocco Papaleo

Diretto da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica e organizzato dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e ROMA CAPITALE, Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale si apre domani, mercoledì 15 aprile, con la proiezione fuori concorso di Persiane Blu di Maria Antonietta Mariani e Centro Diurno Antonino di Giorgio ASL ROMA 1. Da molti anni si sono diffuse in Italia buone pratiche che coinvolgono persone che hanno avuto problemi psichici e Lo Spiraglio ne è testimone con i suoi 16 anni di attività. Uscire allo scoperto non solo abbatte lo stigma, ma aiuta anche chi ha vissuto queste esperienze a rafforzarsi attraverso la condivisione e il confronto. Intervengono all’incontro personaggi del mondo scientifico e dello spettacolo: Deanna Armellini per Le parole ritrovate, Alessandro Coni per Agorai e Andrea Narracci per la Psicoanalisi Multifamiliare, l’attore e regista Filippo Nigro e la giornalista e scrittrice Alessandra Arachi. Per partecipare gratuitamente all’incontro occorre prenotarsi alla mail lospiraglioprenotazioni@gmail.com

Tra i cortometraggi in concorso, I’m Not a Robot di Victoria Warmerdam, già vincitore del Premio Oscar 2025, ma anche gli italiani La clessidra umana di Elia Bei, I colori dell’anima di Ruggiero Torre, In Gaza Pietas di Diego Monfredini, Dagon di Paolo Gaudio e Devotee di Roberta Palmieri e Francesco Rubattu. Storie che raccontano di una lunga notte in un ospedale psichiatrico nel 1962, di persone che ogni giorno convivono con le sfide della salute mentale e della guerra che ruba l’infanzia a una generazione intera. Spazio anche a un corto ispirato a un racconto di H.P. Lovecraft e al ricordo di un’ex-campionessa di valzer lento sopravvissuta al terremoto dell’Irpinia del 1980. Nei film brevi proposti dal festival si rincorrono ricordi, dialoghi, relazioni, gesti quotidiani, fede e difficoltà, paure e delusioni, ma anche nuovi equilibri e incontri inaspettati.
Non meno vari sono gli argomenti affrontati nei sei lungometraggi in concorso, ambientati in Italia e all’estero. Il tema dei migranti è al centro di Nyumba diretto da Francesco Del Grosso che, sulla spiaggia di Cutro sviluppa un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, scava nelle vite precedenti di 5 protagonisti che, sbarcari in Calabria, hanno deciso di restare.

Fratelli di culla di Alessandro Piva è invece centrato sullo scontro fra due diritti fondamentali e inconciliabili: quello dei figli adottivi di conoscere le proprie origini biologiche e quello delle madri di vedersi riconoscere l’anonimato. Anime violate di Matteo Balsamo racconta la sadica crudeltà delle truffe sentimentali. La drammatica realtà africana e le occasioni di riscatto attraverso il calcio sono invece l’argomento di The Madmen coach di Carlo Liberatore

Claudia fa brutti sogni, diretto a quattro mani da Eleonora Sardo e Marco Zenoni, è la storia di due sorelle e del loro bisogno di un nuovo percorso insieme, figurato e reale, nell’esigenza di accettare le colpe di Claudia, che ha iniziato a fare uso di crack. Il regista Francesco Squillace in Davide e il Mostro narra la storia di un illustratore milanese di trent’anni la cui vita è cambiata due volte: la prima, quando a otto anni gli è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger, e la seconda, quando ha preso per la prima volta in mano una matita.

La giuria, composta da Giovanni Callori di Vignale, presidente della Rete Regionale Toscana Utenti Salute Mentale, dalla sociologa Arianna Marcorè, dalla sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi, dall’infermiera Rada Tomic e dal regista Mimmo Verdesca, assegnerà i seguenti riconoscimenti: il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio, il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio, il Premio “SAMIFO” (Salute Migranti Forzati) di 1.000 euro assegnato a un lungo o cortometraggio scelto tra i film finalisti che meglio saprà raccontare aspetti legati alla transculturalità, il Premio Luciano De Feo di 1.000 euro, assegnato dal Comitato di Selezione del Festival, al film che abbia mostrato più attenzione ai contenuti scientifici. Sarà inoltre costituita una giuria popolare, aperta al pubblico degli appassionati, che assegnerà il Premio del Pubblico de Lo Spiraglio. 

Il Festival presenta anche degli eventi speciali: giovedì 16 aprile alle 16.00 CAREmotions, progetto della Fondazione MSD e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, venerdì 17 aprile alle 14.30, il Gruppo multifamiliare Cittadino Aperto, in collaborazione coin LIPsiM-Laboratorio Italiano di Psicoanalisi Multifamiliare. A completare il programma, anche due appuntamenti speciali: la serata di mercoledì 15 aprile dedicata al film Il maestro di Andrea Di Stefano, dove, insieme al regista e allo psichiatra Santo Rullo, si discuterà degli aspetti psicologici di questa disciplina sportiva dove sul terreno di gioco il confronto fra gli avversari non riguarda solo la  tecnica; e un incontro sabato 18 aprile alle 17.45 sulla fiction Le libere donne con la partecipazione del regista Michele Soavi, degli sceneggiatori Peter Exacoustos e Laura Nuti, e della presidente della Fondazione Mario Tobino, Isabella Tobino.

Organizzato dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e ROMA CAPITALE, Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, continua a raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini e la grande forza evocativa del cinema e dell’audiovisivo. L’obiettivo dell’evento è quello di avvicinare il pubblico alla tematica, di promuovere salute mentale e consapevolezza, di ridurre l’impatto dello stigma che è il principale motivo che allontana e ritarda l’accesso alle cure e ai servizi pubblici. Vuole inoltre essere come ogni anno una festa dedicata alla grande cultura della salute mentale italiana e non solo, e permettere a chi produce audiovisivi dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto.