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Abel Ferrara al Social World Film Festival, videoincontro

Abbiamo incontrato Abel Ferrara a Roma nella Sala Rocca del Ministero dei Beni Culturali – Direzione Generale Cinema in occasione della presentazione del Social World Film Festival 2019, la mostra internazionale del Cinema Sociale sempre diretta dal regista e produttore Giuseppe Alessio Nuzzo, che si terrà dal 27 luglio al 4 agosto a Vico Equense, nel napoletano, protagoniste 500 opere provenienti da 60 paesi del mondo tra lungometraggi, documentari, cortometraggi in concorso e fuori concorso, 72 delle quali in anteprima, tutte a tema sociale, e che vedrà come padrino Stefano Accorsi, come conduttrice sempre Roberta Scardola e tra gli ospiti Monica Guerritore, Lorenzo Richelmy, Ivana Lotito, Valentina Romani e l’attrice spagnola Itziar Ituno che nella serie Netflix La casa di carta ricopre il ruolo dell’ispettore Raquel Murillo.

E proprio nel corso della presentazione della kermesse, ad Abel Ferrara il Social World Film Festival 2019, che lo ha voluto come presidente di giuria, ha consegnato il premio alla carriera del quale il regista americano si è detto particolarmente onorato anche perché i suoi nonni, ha raccontato, sono di origini campana. L’incontro, di cui vi offriamo una videosintesi a fine articolo, è stato naturalmente l’occasione per parlare con Abel Ferrara – che sta lavorando al suo nuovo film Siberia con Willem Dafoe e Isabelle Huppert – di cinema, dell’influenza che hanno avuto su di lui i grandi registi italiani a cominciare da Vittorio De Sica che figura nella locandina del Festival, e in parte del suo nuovo film Tommaso presentato a Cannes e atteso nelle nostre sale, dove a fianco del suo attore feticcio Willem Dafoe, qui suo alter ego cinematografico, ci sono anche le sue vere moglie e figlia, ovvero Cristina Chiriac e la piccola Anna: “Fare un film significa sempre coinvolgere le persone nel sociale, non puoi parlare al mondo finché non sei in grado di parlare al tuo vicino di casa” ha detto Abel Ferrara. E alla nostra domanda sull’importanza della vita nel suo cinema e di come portare la propria sul grande schermo, ci ha risposto: “io non ho scelta, se sei onesto nel tuo lavoro è la tua vita che devi dare al pubblico, la ragione per cui facciamo film non è nell’esprimerci ma nella risposta, perché il film non esiste sullo schermo, ma tra lo schermo e il pubblico…” Ecco dunque la videoisintesi del nostro incontro con Abel Ferrara:

 

 

 

 

 

 

Foto di Angelo Costanzo