A Year in London: videointerviste a Nina Pons, Melanie Liburd, Matteo Bassi e Flaminia Graziadei

di Patrizia Simonetti

Un anno a Londra può cambiarti la vita. Soprattutto se sei disposta ad aprirti, a scoprirti e se hai la fortuna di incontrare una persona che ti aiuti a farlo mentre tu, nel frattempo, diventi altrettanto importante per lei… A Year in London racconta questo e molto altro. Diretto da Flaminia Graziadei, il film segue Olivia, interpretata da Nina Pons, cresciuta nella sartoria di famiglia in una piccola città della Basilicata. Per lei è già tutto deciso: lavorerà lì e sposerà il buon Paolo (Matteo Bassi). A Olivia però non basta, vuole capire ciò che vuole davvero e scoprire sé stessa. Così parte per Londra per crescere professionalmente in una prestigiosa università di moda, trovando un mondo che non aveva mai immaginato, ma che, paradossalmente, sente subito proprio. E incontrando Nina, interpretata da Melanie Liburd. 

Nina è una designer affermata e creativa: è la sua insegnante, la sua mentore, la porta che si spalanca su un universo ricco di incertezze e di belle sorprese. Bellissima, carismatica, Nina pone dei limiti, ma quel qualcosa di forte e inaspettato che scatta tra loro scalcita come un cavallo rinchiuso in una stalla che invece vorrebbe correre sull’erba verso spazi infiniti. Un evento traumatico che vivranno insieme, però, sarà l’innesco di un’esplosione di consapevolezza e passione, l’uragano che tutto scombina e poi sta a noi rimettere tutto a posto, ma non necessariamente come prima.“Con Nina Olivia si espande e si scopre, ma grazie a lei, Nina si libera e abbatte le sue sovrastrutture” ci racconta la regista nella nostra videointervista.

A Year in London è una storia d’amore, ma parla anche di identità, realizzazione di sé, e di moda inclusiva e sostenibile: “incastonando questa storia d’amore nel mondo della fashion revolution inglese, ho potuto affrontare temi a me cari come diversity e inclusion, sostenibilità, gender fluidity, una modalità che mi ha concesso di mettere più sottotesti” ci spiega ancora Flaminia Graziadei. La storia d’amore tra Olivia, ormai Olly, e Nina è intensa ma delicata e per lo più, aklmeno per un po’, immaginata: tra studentessa e insegnante non può esserci nulla, bisognerà aspettare la fine dell’anno, presto dunque saranno libere di vivere l’amore che le accende. Altri eventi inaspettati, però, complicheranno la situazione. Olivia, poi, dovrà tornare a casa e da quella separazione scaturirà una maggiore coscienza di sé, della forza del loro sentimento, del legame al quale sono in qualche modo destinate.

A Year in London è un po’ come questo sentimento: ci scoperchia qualcosa, ci offre riflessioni sulla vita e su come, a volte, convinti di seguire la nostra strada già segnata, deviamo inevitabilmente da quella che invece potrebbe essere il nostro film reale, vero, sincero. Troppi pregiudizi e troppa moda classica, in senso lato, non possono che omologarci a qualcosa che non siamo, mentre la felicità è altrove. “L’amore è un motore importantissimo – ci dicono Nina Pons e Melanie Liburd nella nostra videointervista – è fondamentale ascoltare i tempi ed essere reattivi nell’ascoltare, non si può fare una rivoluzione tutti i giorni ma ogni giorno possiamo fare la differenza; questo film manda anche questo messaggio, è un film che è un’azione concreta perchè ci tira fuori dal giudizio perfetto”.

C’è sempre, tuttavia, chi resta fuori, chi non oltrepassa quel limite inesistente perché, forse, neanche lo vede, così preso da un sentimento di certo sincero, ma non corrisposto in quei termini: “Paolo si trova pr la prima volta in una situazione così emotiva e sentita – ci confida Matteo Bassi forse anch’io avrei reagito come lui, anche se il Matteo che c’è in Paolo è il Matteo del passato”.  Abbiamo incontrato regista e cast ieri sera alla premiere romana del film, ecco le nostre videointerviste a Nina Pons e Melanie Liburd, Matteo Bassi e Flaminia Graziadei: 










Le Foto sono di Angelo Costanzo