Un padre, una figlia: quando la moralità diventa un compromesso

“Mi auguro che la ragione per la quale ho voluto raccontare questa storia sia che in un dato momento della mia vita mi è sembrata la più importante e la più urgente, e ho sentito l’impellente bisogno di raccontarla ad altre persone convinto che avrebbe parlato loro di cose che contano veramente”. Così Cristian Mungiu su Un padre, una figlia (Bacalaureat), quinto lungometraggio dello sceneggiatore e regista rumeno, già miglior regia a Cannes 2016 e da oggi, martedì 30 agosto, nelle nostre sale distribuito da Bim, con Adrian Titieni, Maria Drăguș, Lia Bugnar, Mălina Manovici, Vlad Ivanov.

Un padre, una figlia è un film sul compromesso, sulla vita vissuta nella mediazione, nell’accomodamento, perché solo così può e deve essere, almeno secondo quanto, forse, ti hanno fatto capire genitori e insegnanti: essere onesti solo se lo sono anche gli altri, altrimenti sei solo un perdente fuori dal giro. Ben vengano allora i patti con se stesso, l’accettarsi seppur non perfetto, il vacillare nell’onestà, della moralità, l’allargare il limite della tolleranza e via via allontanare sempre di più i confini dell’illecito e del non praticabile. Basta una volta, una sola, e hai un segreto che ti lega agli altri e che crea una rete di accordi, complicità, sensi di colpa e di lealtà, bugie. La tua sincerità è andata, la tua trasparenza è solo un ricordo, il compromesso ha vinto su te stesso e sul mondo. Perché così è da sempre e così sempre sarà, tra principi, scelte, educazione, corruzione. Anche per tua figlia. O forse no.

La storia che Cristian Mungiu ha voluto raccontare quella del dottor Romeo Aldea, medico cinquantenne di una piccola città di montagna in Transilvania, né giovane né vecchio, un matrimonio al capolinea, e una figlia di nome Eliza alla quale ha sempre pensato come ad una ragazza che a diciotto anni sarebbe andata a vedere il mondo, a studiare all’estero, a sfruttare le sue chance, anche se lui sarebbe rimasto solo. E così sembra stia per accadere quando Eliza riceve una borsa di studio per la facoltà di Psicologia in Gran Bretagna, ma il destino a volte si mette di mezzo e un’aggressione ai danni della ragazza proprio il giorno prima degli esami di ammissione che avrebbe sicuramente superato, sconvolgerà tutti i suoi piani e anche la sua vita. Non solo: Romeo può provare a risolvere il problema in vari modi, ma ce n’è almeno uno che rispetti i principi in cui ha sempre creduto e che ha insegnato a sua figlia o ancora una volta cederà al compromesso dell’illegalità?