Umbria Jazz 2015: apre Paolo Conte, la prima volta dei Subsonica e Lady Gaga con Tony Bennett. Un cast degno del miglior festival europeo, parola di Renzo Arbore

“Tutti quanti voglion fare il jazz perché resister non si può al ritmo del jazz – cantavano (e suonavano) Scat Cat e la sua band ne Gli Aristogatti, film della Disney del 1970 – samba rumba rock’n roll twist o cha cha cha, lo stesso prurito nun te dà – continuavano agitando sax, bassi e code – col jazz ti senti giovane perché hai voglia di ballare ed è più forte di te…” Che in effetti a pensarci bene, jazz e gatti hanno parecchio in comune, dall’indipendenza all’apparente disorganizzazione, dal passo sincopato allo stiramento felino, così se ti viene di associare il jazz a un animale, è certo il micio che tiri in ballo, ma se invece lo paragoni a un tipo d’uomo, allora è sicuramente quello “con cui non vorresti vedere tua figlia”, diceva Duke Ellington.

È il suono degli schiavi afroamericani neri che presto conquista i bianchi, quelli statunitensi e poi anche gli europei, nelle piantagioni le prime jam session e le improvvisazioni, poi le jazz band a New Orleans, Louisiana, ad animarle anche tanti immigrati italiani e presto il jazz sbarca pure da noi dove lo suonano Agazzi, Gali, Morea e poi esplode con Gorni Kramer, Cerri, Natalino Otto, Luttazzi e Buscaglione, tra innovazioni e contaminazioni. E ancora oggi è amato e frequentato: Rava, Fresu, Bollani e Rea, solo per citare alcuni dei suoi esponenti di nuova generazione, sold out i loro concerti, gremiti i Festival a tema.

Umbria Jazz è tra i più noti nel mondo e anche uno dei più importanti dell’estate musicale nostrana. Si tiene ogni estate da ben 42 anni per volere di uno degli ideatori che ne è tuttora direttore artistico, Carlo Pagnotta. Un maestro dell’improvvisazione, un po’ come il jazz stesso, il presidente, ma per il suo Festival Renzo Arbore sembra non lasciare nulla al caso: “quest’anno ci divertiremo – declama – Umbria Jazz ha fatto il miracolo di avvicinare al jazz anche chi al jazz non è interessato. I nostri jazzisti sono veramente un’eccellenza e i governi dovrebbero approfittare per riportare il turismo in questo paese. Il nostro cast è degno del miglior festival del jazz europeo – continua con orgoglio – dovrei dire anche uno dei migliori festival del jazz mondiale, e si può dire: quelli americani si articolano nel weekend, noi invece abbiamo una kermesse che per 10 giorni anima una città bellissima come Perugia, e d’inverno un’altra città bellissima come Orvieto. La mission di Umbria Jazz è riuscita: fa parte delle eccellenze italiane”.

Al via dunque a Perugia, tra arene, botteghe del vino, teatri, piazze e giardini, Umbria Jazz 2015, ben 250 eventi per accontentare ogni gusto, spaziando dal jazz alla black, dalla musica d’autore all’elettronica, dal pop al soul. Ieri sera l’anteprima con il Nonet di Larry Monroe e Donna McElroy che mescola il jazz al funk e l’R&B alla musica latina, e con la band di Alissia & The Funketeers, e nel mezzo, a celebrare il trentennale della collaborazione del Festival umbro con il Berklee College of Music di Boston, la consegna di laurea ad honorem a Paolo Fresu e a Charles Lloyd. “30 anni sono 30 anni, ne vado particolarmente orgoglioso – ha detto Pagnotta – è la collaborazione più vecchia che hanno al Berklee”.

Oggi venerdì 10 luglio l’apertura ufficiale con Paolo Conte e un concerto dedicato a un amico in comune tra il cantautore astigiano e il festival umbro e quindi intitolato In ricordo di Sergio Piazzoli. Sabato 11 luglio tocca ai Subsonica che per la loro prima volta a Umbria Jazz hanno preparato una performance speciale insieme ai jazzisti doc Emanuele Cisi, Flavio Boltro e Mauro Ottolini: per la band torinese “una bella sfida, ma in fondo non si allontana troppo dalla nostra vocazione che è quella di miscelare musica” dice per tutti Max Casacci.

Assemblamenti e duetti apparentemente stonati, ma che poi invece si accordano alla perfezione, sembrano essere il filo rosso di questa edizione, a cominciare da Tony Bennett & Lady Gaga, vincitori del Grammy Award, nella loro unica data italiana, quella del 15 luglio. Ci saranno anche Chick Corea & Herbie Hancock anche loro nell’unica data italiana, Caetano Veloso & Gilberto Gil di nuovo insieme dopo 21 anni, Danilo Rea con Ramin Bahrami, Paolo Fresu con Steven Bernstein-Gianluca Petrella-Marcus Rojas, il sassofonista Joshua Redman con il trio Bad Plus.

E ancora Stefano Bollani con il suo omaggio a Frank Zappa, gli Snarky Puppy che spaziano dal jazz alla fusion al rock, vincitori del Grammy 2013 per la migliore R&B Performance, Cassandra Wilson e la giovane Jon Batiste con gli Stay Human, la Spokfrevo Orquestra, l’ensemble del Maestro Spok che modernizza il Frevo, Charles Lloyd, Diane Reeves, Brad Meldhau, Giovanni Dalò, il trio di Giovanni Guidi. Buon jazz (e non solo) a tutti…

Dettagli e programma su umbriajazz.com