Toto Cutugno su Facebook: cantare L’italiano in cinese è stato divertente, non rompetemi i coglioni

Toto non ci sta, per lui “L’italiano resta L’italiano anche se in cinese”. E niente critiche per favore. Un paio di giorni fa vi avevamo mostrato il video della versione da lui stesso definita “multietnica” del suo cavallo di battaglia nella notizia intitolata Toto Cutugno e L’italiano in cinese, ma adesso che il cantante di Fosdinovo difende la sua creatura con le unghie e con i denti su Facebook dalle critiche e gli sfottò fioccati sui social network, beh, merita a pieno titolo il nostro primo piano.

Anche perché non le manda davvero a dire e tutto in maiuscolo, e cioè gridando, dalla lontana Turchia dov’è in concerto, Toto posta: VOLEVO SEMPLICEMENTE DIRE A QUELLI CHE MI HANNO OFFESO E CRITICATO CHE CANTARE IN CINESE E’ STATA UNA SFIDA DIVERTENTE CON ME STESSO. PERÒ CI TENGO A DIRE CHE NELLA MIA CARRIERA NON HO SCRITTO SOLO L’ ITALIANO MA OLTRE 300 DICO 300 CANZONI DI CUI MOLTE DI GRANDE SUCCESSO CHE SONO ANCORA OGGI IN GIRO PER IL MONDO. QUINDI AI NUMEROSI AMICI DI F.B. ( che me hanno detto di tutti i colori ) DICO “NON ROMPETEMI I COGLIONI”… UN ABBRACCIONE DA ISTANBUL ( TURCHIA )

E metteteci una pezza… Ma perché tutta questa baraonda? Come vi avevamo accennato nella notizia, la versione in cinese de L’italiano con tanto di strofa cambiata da “io sono un italiano, un italiano vero” a “io sono un cinese, un italiano vero”, e pure di videoclip, peraltro il primo e unico di tutta la sua lunga carriera, non è che una trovata promozionale, e di certo la migliore che si poteva, appunto, trovare, per il nuovo reality a puntate di Real Time al via mercoledì prossimo 3 giugno intitolato Italiani made in China, che racconta le storie di sei giovani cinesi – Alex, Francesca, Alessandro, Lucia, Massimiliano e Connie – che vivono, studiano e lavorano in Italia da sempre, quelli di seconda generazione insomma, che decidono di tornare in Cina a scoprire o a ritrovare le proprie origini e la loro prima famiglia. E lui si è prestato di buon grado ritenendo il senso del programma molto vicino al suo sentire e alle sue convinzioni.

“Volevo far capire che ormai essere italiano vuol dire anche essere multietnico” aveva già spiegato Cutugno, e non è certo una sua idea dettata dalla moda o dal momento: non dimentichiamo che al Festival di Sanremo del 2013, ritirando il premio alla carriera, disse che “gli italiani veri sono quelli che nascono in Italia da gentori immigrati”. Proprio come i sei ragazzi del programma. Insomma, un modo semplice e chiaro di promuovere lo Ius Soli. Per cui, rimetteteci una pezza… E siccome a noi ‘sta versione “mandorlata” de L’italiano ci piace più di quella originale, ripostiamo il video e condividiamo l’appello di Toto Cutugno, per cui, davvero, non rompetegli i coglioni…

NB Purtroppo a distanza di tempo il video è stato inspiegabilmente eliminato da YouTube per cui ad oggi possiamo proporvi soltanto una sintesi che è poi la sigla del programma, spero abbiate avuto modo di vederlo per intero…