The Family: un ragazzo che ritorna, tanti sensi di colpa e il mistero di una chiave

Un ragazzo barcolla di notte in mezzo a una strada, camicia a quadri e sandali ai piedi, la sua faccia con un’espressione smarrita illuminata dai fari delle auto che passano senza fermarsi, al lato della strada un manifesto con sopra il volto di una donna e una scritta che recita “Claire Warren vi da il benvenuto a Red Pines dove i valori della famiglia contano ancora”. The Family è la nuova serie ABC che arriva da noi da lunedì 9 maggio alle 21.50 su Fox, la prima ideata da Jenna Bans, già coproduttrice e sceneggiatrice di Desperate Housewives, Grey’s Anatomy e Scandal, con Joan Allen (The Killing, Room) nel ruolo del sindaco Warren.

Un flashback di 10 anni ci subito riporta a quando la Warren, candidata repubblicana al consiglio comunale della cittadina del Maine, fa la sua campagna elettorale in un parco dei divertimenti, lamentandosi di se stessa con il marito: “sono una frana – gli dice – mi illudo che qualcuno possa votare per una madre casalinga sforna pancakes” mentre il figlio Danny dice ai passanti “votate per mia madre, vi darà 10 dollari” e la sorella Willa lo riprende, e ancora non sa che da grande sarà lei (Alison Pill di The Newsroom) l’addetta stampa della madre, e sotto al tavolo di legno il più piccolo dei tre fratelli, Adam, a rimirare una bottiglia con dentro un veliero. Poi i tre ragazzi vanno a prendersi un gelato, ma si sa come sono a quell’età, Danny è lì dietro l’angolo che bacia una ragazza, la sorella magari si è distratta un attimo e Adam resta indietro: non lo troveranno più. Le ricerche fino a notte fonda con i cani sotto la pioggia, la disperazione della famiglia, “le prime ore sono cruciali” dice l’agente Nina Meyer (Margot Bingham di Boardwalk Empire) ai Warren, “è solo una ragazzina” lamenta Claire, “la ragazzina che troverà vostro figlio” ribatte lei. Invece no. Adesso però “l’agente Meyer è un detective importante” dice il poliziotto al ragazzo con la camicia a quadri (Liam James di The Killing) perché adesso è lui che cerca lei e quando lei arriva lui gli indica il manifesto con la foto di Adam scomparso 10 prima. E pensare che proprio su quel caso e sull’arresto di un certo Hank (Andrew McCarthy) per il presunto omicidio del piccolo, la Meyer ha costruito la sua brillante carriera.

Ma sarà davvero lui? Sarà davvero il piccolo Adam che torna a casa dopo un decennio da sequestrato in un bunker? Il thriller va avanti e indietro tra dubbi e sensi di colpa di tutta la famiglia che ha continuato a vivere, forse anche troppo, nonostante la tragedia: la madre alla fine ha infatti ottenuto il successo politico che voleva diventando sindaco proprio grazie al dramma familiare che l’ha colpita e sbattuta sulle prime pagine di tutti i giornali e adesso che il figlio è tornato perché non cavalcare la nuova onda e approfittarne per candidarsi a goveratore? Il padre (Rupert Graves di Sherlock) è diventato un grande scrittore grazie al libro sulla scomparsa di Adam che ha stravenduto e già che c’era è diventato pure l’amante della detective Meyer; per quanto riguarda i fratelli, beh, forse se avessero badato davvero al piccolo Adam, sarebbe ancora con loro, ma il maggiore è alcolizzato e Willa adesso vuole la verità vera. Per non parlare dell’agente Meyer che ha fatto fare 10 anni di carcere a un innocente e che ora deve ricominciare l’inchiesta tutta da capo e, come detto, ha intrecciato pure una relazione con il padre di Adam. E poi c’è il mistero della chiave che “aprirà quella che si rivelerà una risposta” dice Jenna Bans.

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