Solo, videointervista a Marco Bocci: non sono più Calcaterra

Avrà pure lasciato Squadra Antimafia dando di matto e nonostante i vari tentativi non è stato facile sostituirlo, ma adesso Marco Bocci, per molti ancora il vice questore Domenico Calcaterra, è il protagonista di una nuova serie dal titolo Solo, quattro puntate da un’ora e quaranta minuti l’una, praticamente quattro film, in onda da mercoledì 9 novembre in prima serata su Canale 5 dirette da Michele Alhaique e sempre prodotte, come Squadra Antimafia, dalla Taodue di Pietro Valsecchi. Solo è proprio il suo nome, quello di Marco – eh sì, si chiama come lo stesso Marco Bocci che lo interpreta – un coraggioso agente dello SCO, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, infiltrato da un anno tra le fila della malavita romana che per un puro caso, salvando la vita a un esponente di spicco del clan Corona della ‘ndrangheta calabrese, tal Bruno, interpretato da Peppino Mazzotta, durante una vendita d’armi andata male, coglie al volo l’occasione di entrare nelle sue grazie e quindi di infiltrarsi nel mondo delle ‘ndrine, le cosche malavitose calabresi in lotta tra loro per il controllo del Porto di Gioia Tauro, anche se lo zio di Bruno, Vincenzo (Pierluigi Misasi), fratello del padre Antonio (Renato Carpentieri) ha parecchi dubbi sul suo conto. Marco se la vedrà brutta più di una volta e a complicarsi sarà anche il suo rapporto con Barbara, la collega che lo protegge e che è anche la sua ragazza, interpretata da Diane Fleri, mentre dovrà costruirne un altro con un membro chiave della famiglia Corona, la giovane e ribelle Agata (Carlotta Antonelli). Ma al di là della storia, la novità di Solo sta nel mondo in cui si svolge che non è quello della Cosa Nostra siciliana cui siamo cinematograficamente e televisivamente abituati, e neanche quello della camorra campana resaci familiare da Gomorra, ma in quello più sconosciuto, ma non per questo meno potente e violento, della ‘ndrangheta calabrese, anche se poi le sue attività consistono sempre nel traffico di droga, armi e pure di esseri umani e i loro metodi preferiti sono quelli della minaccia e dell’estorsione. Insomma, Solo e Calcaterra sembrano non avere nulla in comune, almeno a detta del protagonista e a parte lui, ovvio, che non è poco. Ne abbiano parlato direttamente con lui, e no, nella serie non sarà biondo come invece lo vedete qui e come ci speiga lui stesso. Ecco la nostra videointervista a Marco Bocci: