Roberto Benigni al Festival Trastevere: il cinema non può morire

Fresco di Globo d’Oro alla carriera condiviso con Nicoletta Braschi, compagna di vita e d’arte, Roberto Benigni ha animato la scorsa serata del Festival Trastevere Rione del Cinema di Piazza San Cosimato a Roma presentando il film in programmazione, quel Non ci resta che piangere scritto, diretto e interpretato nel 1984 da lui e dall’amico scomparso Massimo Troisi. E lo ricorda Roberto Benigni il suo amico Massimo, le risate insieme sul set di quell’assurda commedia che li vede viaggiare nel tempo, scrivere lettere come faceva Totò, chiedere un fiorino ma solo dopo aver domandato “quanti siete? Dove andate?” tormentone che resterà nei secoli. Non si concede a interviste né alle nostre domande, nulla dunque sul nuovo film che vuole fare, una commedia appunto, con Nicoletta Braschi, né tanto meno sulle polemiche scatenate dalle sue recenti dichiarazioni di voto relative al referendum sulla Costituzione, “la più bella del mondo” tanto da farci un programma in televisione, ma poi forse qualcosa, che non siano però i principi basilari, si può anche cambiare in nome delle riforme, e forse per quello qualcuno all’inizio fischia e lancia qualche piccola cosa in direzione del palco, ma sono pochi davvero, per il resto la piazza gremita all’inverosimile applaude e ride. E lui, Roberto Benigni, plaude ai ragazzi dell’Associazione Piccolo Cinema America, quelli che con coraggio e determinazione hanno occupato la sala del cinema del loro quartiere dopo la chiusura per non farlo morire, e che da tre anni hanno deciso di occuparne anche l’esterno, come ha ricordato stasera Valerio Carocci, presidente dell’Associazione Piccolo Cinema America, con questo Festival Trastevere fatto di solo cinema: uno schermo, delle sedie che non bastano mai per tutti e ospiti illustri che a volte neanche ti aspetti. È qui che abbiamo incontrato Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti, Alessandro Borghi e Valerio Mastandrea, e adesso il toscanaccio per antonomasia, quel piccolo diavolo che negli ultimi anni sembra redento e a volte forse un po’ sconcerta, ma va bene anche così. Presentato allora sul palco da Valerio Carocci che alla fine gli regala pure la maglietta dell’Associazione come fa con tutti gli ospiti del Festival Trastevere, Roberto Benigni parte subito in quarta e va per la sua strada, parla di cinema che “è da quando sono venuto a Roma che sento dire che il cinema è morto, ma il cinema non può morire”, di grandi registi, di Massimo Troisi e di felicità e noi eravamo lì e lo abbiamo ripreso, dalla prima all’ultima parola: