Maria per Roma, Karen Di Porto e lo sguardo affettivo sulla vita

L’amerete se avete un sogno nella vita che volete realizzare a tutti i costi nonostante le difficoltà e i soldi che sono pochi e non bastano mai, magari un sogno che si chiama cinema o teatro. L’amerete se le vostre giornate sono tutta una corsa perché le ore sono soltanto 24 ma a voi ne servirebbero almeno il doppio per fare tutto ciò che dovete fare e avere anche il tempo per fare ciò che vi piace fare e provare a costruirlo. L’amerete se avete o avete avuto un padre
amorevole che vi ha insegnato ad amarvi e ad essere sempre autosufficienti e che lo sentite con voi sempre, anche se non c’è più. L’amerete se amate i cani e magari ne avete uno che vi portate sempre dietro, che dorme nel letto con voi e al quale continuate a voler bene quando invecchia e non ha più il cuore di una volta. L’amerete se amate Roma e soprattutto se ci vivete, maledicendola e benedicendola al tempo stesso ogni giorno. Lei si chiama Maria ed è la protagonista di Maria per Roma, detto che vuol dire anche cercare qualcosa che è molto difficile da trovare, in sala da oggi giovedì 8 giugno con Bella Film, opera prima e molto autobiografica di Karen Di Porto che la interpreta anche, assieme alla sua jack russell dal musetto lungo di levriero Bea, a Mia Benedetta, Bruno Pavoncello, Andrea Planamente, Cyro Rossi, Nicola Mancini, Lorenzo Adorni e con Daniela Virgilio che fa Daniela Virgilio, “attori e nonspiega Karen Di Portocon i quali ho condiviso negli anni sforzi vani, soddisfazioni nascoste, amore per il teatro e divertimento, perché l’unico modo possibile per raccontare questa storia mi è parso fin dall’inizio quello di costruire il progetto insieme agli amici di sempre, veri protagonisti del mio quotidiano”.

L’amerete, dicevamo, questa Maria per Roma e vi verrà l’affanno a starle dietro mentre corre in vespa da una casa all’altra, sempre con Bea al seguito e con il telefono in mano, perché di mestiere Maria per Roma fa quella che porta le chiavi e mostra gli appartamenti ai turisti per lo più stranieri che li affittano per una vacanza romana, arrivando regolarmente in ritardo perché nel frattempo se c’è un provino da tentare lei lo tenta, perché in realtà è l’attrice che vuole fare. E in questa sua frenetica e giovane esistenza dai capelli scompigliati, ne incontra di gente strana e di personaggi surreali, di centurioni che al Colosseo cacciano via monaci buddisti che gli rubano il lavoro, cioè le fotografie, con i turisti, turisti indiani che per status sociale non si portano le valige, padrone di casa che se le affittano per bisogno ma che non vogliono che gli inquilini si siedano sulle sedie antiche del salotto, una portiera che fa pure le pulizie e non si opera al menisco che altrimenti chi le sistema le case di Maria? E i soliti produttori e registi che “le faremo sapere”. E poi Roma, bella come nessun’altra, caotica e apatica allo stesso tempo, con i suoi affreschi, i suoi monumenti, il fiume e i ponti che alle brutte ci puoi anche dormire sotto “che ci vengono dalla Romania a farlo…”

L’idea di Maria per Roma è nata alcuni anni fa quando al termine di una giornata terrificante ho visto la possibilità di raccontare Roma attraverso la giornata di un solo personaggio – racconta Karen Di Portoattingendo anche alla mia storia personale, ho provato a restituire le contrastanti spinte della città ricordando umori e conflitti, bellezza e fatica, antichità e senso di vuoto, caparbietà e approssimazione. La speranza è che questo affresco così personale possa arrivare ai tanti che combattono quotidianamente cercando di superare i limiti ambientali e interni mantenendo sulla vita uno sguardo affettivo”.