Lo Spiraglio, settima edizione del Film Festival della salute mentale

Prima era un manicomio criminale, poi con la riforma dell’ordinamento giudiziario la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, nata nel 1925 nel messinese, diventa Ospedale Psichiatrico Giudiziario: chi vi entra difficilmente potrà mai uscirne, la condizione di vita dei pazienti psichiatrici che vi sono rinchiusi per aver infranto in qualche modo la legge è a dir poco disumanizzante e la durata delle detenzione, qualsiasi reato abbiano commesso in preda alla follia, può superare anche i quarant’anni e non avere fine. A raccontare e riportare quanto accadeva in uno degli ultimi ospedali psichiatrici giudiziari esistenti in Europa, dal 2015 in via di dismissione, è la regista serba Tamara Von Steiner nel documentario intitolato Discriminazione, primo lungometraggio in concorso a Lo Spiraglio, il Film Festival della salute mentale giunto alla settima edizione da venerdì 31 marzo a domenica 2 aprile al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma. Diretto per la parte scientifica da Federico Russo e per quella artistica da Franco Montini, e organizzato da ASL Roma 1 – Dipartimento Salute Mentale, Lo Spiraglio porta avanti il suo obiettivo, quello di raccontare il mondo della salute mentale attraverso le immagini e aprire, grazie al cinema e agli incontri con i suoi autori, uno spiraglio, appunto, nella mente delle persone nei confronti di altre persone coinvolte in un percorso di cura o di cambiamento. Secondo lungometraggio in concorso Padiglione 25 – Il diario degli infermieri in un reparto autogestito di Massimiliano Carboni con la voce narrante di Giorgio Tirabassi, a dare visibilità e voce a una delle categorie più in ombra che negli anni settanta ha partecipato attivamente alle contestazioni dei manicomio cercando di trasformare la psichiatria: è l’estate del 1975 quando un gruppo di infermieri del Santa Maria della Pietà di Roma, ispirati dal pensiero di Franco Basaglia, decidono di occupare e autogestire il Padiglione 25 del manicomio. A seguire Crazy for football di Volfango De Biasi, fresco di David di Donatello, a raccontare la prima nazionale italiana di calcio a 5 ai Mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka, con Vincenzo Cantatore nel ruolo del preparatore atletico.

Tra i primi cortometraggi in concorso citiamo Senza occhi, mani e bocca di Paolo Budassi, la storia di una ragazza senza fissa dimora di nome Bianca che grazie ad una psicologa di un Centro di accoglienza rivivrà un incidente con la bicicletta che aveva completamente rimosso dalla sua memoria; Il profumo delle stelle di Francesco Felli, storia di un pittore e poeta di nome Nino interpretato da Alessandro Haber, personaggio ispirato a Nicola Fanizzi ricoverato per trent’anni al Santa Maria della Pietà dal quale non riusciva ad uscire e della sua amicizia, una volta fuori, con un medico di nome Adriano interpretato da Giorgio Colangeli; e Salifornia di Andrea Beluto, ovvero le vicende del pescivendolo salernitano Ciacianiello che vuole far chiudere il negozio di dischi gestiro dell’eccentrico Frizzy…

Tra gli eventi speciali, le proiezioni per le scuole e l’incontro di sabato 1 aprile intitolato Lacci – legami familiari tra eredità e ribellione dal libro di Domenico Starnone trasformato in piece teatrale, alla presenza dello stesso Starnone, del regista Gianni Amelio, regista e autore del libro autobiografico Politeama e degli psichiatri Maurizio Balsamo e Antonello D’Elia. In chiusura la consegna del Premio Lo Spiraglio – Fondazione Roma Solidale onlus a Paolo Virzì, regista de La pazza gioia, trionfatore ai David 2017, quale cineasta particolarmente sensibile e interessato ai temi legati al mondo della salute mentale.

Qui il programma completo de Lo Spiraglio