Le Donne di Camilleri in 10 corti in TV e sul Web

Nunzia, Oriana, Kerstin, Ofelia, Beatrice… Andrea Camilleri non ha scritto solo del Commissario Montalbano, ma anche di loro, donne vere che ha incontrato nella sua vita, che lo hanno colpito, che lo hanno accompagnato nel suo viaggio reale e virtuale, quello fatto di luoghi e posti, e l’altro che si svolge tra gli anni, le età, il tempo. Figure femminili a tutto tondo raccontate nelle pagine di Donne, antologia tutta al femminile dell’autore siciliano (Rizzoli), legate con le loro storie da quell’unico filo possibile che è il loro essere tali, ma anche dall’uomo che tutte le ha conosciute e in qualche modo certo amate tentando di comprenderle e fermarle nel tempo. E adesso dalla carta passano anche loro alla televisione e al web, contemporaneamente, prendendo corpo in un format modulare e multipiattaforma intitolato anch’esso Donne, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction e fatto di 10 corti di 10 minuti ciascuno diretti da Emanuele Imbucci, uno al giorno, ognuno a raccontare la storia di una di loro, le donne di Camilleri appunto, con il loro fascino, il loro mistero e in tutta la loro sfaccettata e unica femminilità, una sorta di striscia preserale ma non solo, al via martedì 30 agosto in prima assoluta alle 20.30 su Rai1 e online sulla piattaforma RAI.

Un viaggio che va dagli anni Trenta agli Ottanta, un percorso circolare, un po’ come la vita, che passando per Roma parte e arriva in un sol luogo, la Sicilia, a raccontare i cambiamenti della donna nella società attraverso i suoi stessi occhi e quelli dell’autore che le incontra e nel frattempo da bambino diventa adulto, vivendo sulla propria pelle il fascino della seduzione, della sensualità e del sesso. Si comincia con Nunzia, una giovane donna che è tutt’uno con la natura, mangia persino carne di serpente e vive su un albero e ad Andrea bambino insegna tante cose come la resilienza, quella capacità utilissima nella vita a sfruttare bene le cose quando vanno male, a lui che forse è il solo che può capirla in un mondo contadino che troppo spesso cede alla superstizione. Poi c’è Oriana, giovane prostituta che durante la Seconda guerra mondiale vive alla Pensione Eva senza sorridere quasi mai: è determinata e socialista e Andrea, che ora ha 17 anni, se ne innamora perdutamente. Poi ci sono la bella svedese Kerstin, Ofelia sopravvissuta alla guerra e colpita dai suoi orrori, Beatrice che con Andrea balla il boogie woogie ma poi si fidanza con Filippo. A Roma il nostro incontra poi Jolanda, la friulana dal grande cuore che fa la cameriera da un amico e collega di Andrea, Giovanni, redattore della stessa rivista di teatro con cui Camilleri collabora in quegli anni sognando una sua regia: riuscirà a farla solo grazie a lei. Ed ecco Pucci, nobile milanese che frequenta artisti e intellettuali, sicura e spavalda anche quando rischia di fare la gaffe del secolo. E Ingrid, studentessa scandinava che Andrea conosce a Copenaghen dove insegna, e che lo invita a casa sua per passare la notte insieme, anche se ci sono i suoi genitori, e lui sviene tra i peluche e le foto della sua stanza di bambina. E Ines, donna misteriosa che incontra in aereo a sessant’anni. E infine lei, la donna dalla quale era partito tutto, ancora lì nel luogo dove ogni cosa era iniziata: l’amata nonna Elvira nella sua adorata Sicilia, la fata buona e burlona che al piccolo (di nuovo) Andrea insegna l’onestà, l’ottimismo e la fantasia.

Un cast degno di nota con Alice Canzonieri (Nunzia), Nicole Grimaudo (Oriana), Giulia Achilli (Kerstin), Linda Caridi (Ofelia), Miriam Dalmazio (Beatrice), Anita Kravos (Jolanda), Carolina Crescentini (Pucci), Elizabeth Kinnear (Ingrid), Catrinel Marlon (Ines), e Lucia Sardo (Elvira). Cambiano le donne e cambia il volto di Andrea Camilleri: a prestarglielo sono via via Neri Marcorè, Giampaolo Morelli, Claudio Gioè, Vincenzo Amato, Dario Aita, Glen Blackhall, Gabriele Rossi, Giorgio Pesce, Giovanni D’Aleo, Davide Tornesi. Ci sono anche Nino Frassica, Francesco Mandelli e Johannes Brandrup mentre la voce narrante è quella di Leo Gullotta e le musiche originali sono di Matteo Curallo (Edizioni Sugar Music).