L’amore rubato, videontervista a Gabriella Pession: bisogna rompere il silenzio

Marina si è rotta un braccio cadendo, dice lei, e lo dice pure il marito che l’accompagna in ospedale, al medico di turno che non se la beve, con loro anche il figlioletto Giacomo che forse riuscirà a salvarla. Francesca ha la bellezza e la passione dell’adolescenza, al mare ci va perché le piace e non certo per farsi stuprare dal branco che la riprende pure con il telefonino così se parla sono guai. Angela è stanca di stare da sola e quando incontra l’uomo che poi le renderà la vita impossibile se ne innamora subito perché lui è gentile e premuroso, all’inizio. Alessandra mantiene la famiglia facendo le pulizie in una piscina quando il proprietario decide di darle l’aumento, ma prima qualcos’altro e lei resta pure incinta. E Anna sogna di fare l’attrice, ma il suo uomo che canta ed è una rockstar famosa non glielo permette e le annienta prima i sogni e poi tutto il resto a forza di botte. Cinque storie di donne abusate, sopraffatte e violentate nel corpo e nell’anima raccolte in un film di un’ora intitolato L’amore rubato, una contraddizione in termine se ci si pensa, diretto da Irish Braschi che lo definisce “un’opera cinematografica che ha un cuore sociale” e che lo ha scritto assieme a Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo Criminale e Suburra, e sceneggiato con Giorgia Cecere (In un posto bellissimo), che sarà in sala martedì 29 e mercoledì 30 novembre, distribuito da Microcinema, come evento speciale a pochi giorni dalla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi, 25 novembre, e con l’incasso devoluto all’associazione We World che cerca di aiutare quelle che da sole non ce la fanno, poi sarà anche proiettato nelle scuole. L’amore rubato è ispirato al libro omonimo di Dacia Maraini, “un libro che nasce con l’idea di sensibilizzare – dice la scrittrice – che racconta casi veri fornitimi da Amnesty International dei quali ho cambiato soltanto i nomi, volevo capire l’origine della violenza, laddove certi uomini identificano la loro virilità con il possesso”. “Dacia e io avevamo presentato il mio documentario su di lei a Bordeaux – racconta la regista – e durante il viaggio di ritorno abbiamo cominciato a pensare a un film che ci sembrava e ci sembra un dovere per stimolare la gente, sperando che almeno una donna possa essere spinta a ribellarsi”.

“Collaboro da anni con Action Aid – dice Stefania Rocca che fa Marina – e ho creato il mio personaggio pensando alle donne che ho incontrato, tutte vittime di un uomo debole che amando con gabriella-pession_esibizione4incredibile intensità una donna, cerca di tenere sotto controllo il suo sentimento facendole del male”. “Si deve lavorare sull’educazione – esorta Elena Sofia Ricci che interpreta Angela – perché i ragazzi che hanno dei padri violenti lo diventeranno anche loro. Purtroppo la nostra intelligenza razionale avanza più rapidamente di quella emotiva”. E poi ci sono gli uomini: “Non ci sono giustificazioni – dice Alessandro Preziosi che da vita a Luigi, marito di Marina – mi sento profondamente in colpa, la violenza verbale molto diffusa oggi è l’anticamera della vera violenza, quella che passa anche attraverso certa gestualità a scuola”. “Le relazioni non funzionano perché non ci si ascolta – aggiunge Francesco Montanari che fa Il Moro, la rockstar che sta con Anna – e quando uno non si ascolta, si ammazza. Dobbiamo insegnare il silenzio ai bambini e anche ai noi stessi perché se parli e non ascolti, metti davanti a te il tuo egocentrismo”. “Speriamo di essere riusciti con L’amore rubato a raccontare questo tema al pubblico in maniera viscerale, perché bisogna rompere il silenzio e riconoscere i semi della violenza” ci dice Gabriella Pession, che interpreta Anna, nella nostra videointervista:

Nel cast de L’amore rubato anche Chiara Mastalli, Elisabetta Mirra, Daniela Poggi, Massimo Poggio, Antonello Fassari, Emanuel Caserio, Antonio Catania, Cecilia Dazzi, Emilio Solfrizzi, Renato Raimo, Luisa De Santis.