Intervista a Ivana Monti, perfida suocera in “Doppio Sogno” (Eyes wide shut) di Arthur Schnitzler

Partito a gennaio da Campobasso, arriva martedì 7 aprile al Teatro Quirino di Roma, dove resterà fino a domenica 19, Doppio Sogno, tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler e celebre grazie all’indimenticabile adattamento cinematografico di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut del 1999. Lo spettacolo chiude nella capitale la tournee teatrale 2015 per ripartire a febbraio 2016 dal Veneto e approdare poi in Sardegna e Toscana. Sul palcoscenico Ivana Monti, Caterina Murino, Giorgio Lupano, Rosario Coppolino. Adattamento e regia a firma di Giancarlo Marinelli.
Come nel film, c’è la cornice viennese, in omaggio alla Kidman musa kubrickiana, il nome Nicole prende il posto di Albertine. Ma le affinità con la pellicola si fermano qui. La storia è molte storie, come la verità non è una soltanto. Amore, morte, peccato e riscatto salgono tutte insieme alla superficie. Una confidenza di un tradimento solo fantasticato da Nicole innesca nella mente del marito, il dottor Friedolin, un’ossessione che dura una notte. Si accavallano desiderio e angoscia, si uniscono sogno e realtà. Fridolin torna tra le braccia della moglie. Sono confusi, soli ma ancora innamorati.
Doppio Sogno segna il ritorno a teatro di Caterina Murino, l’attrice sarda, già Bond girl in Casino Royale nel 2006 e mette in evidenza, o meglio ribadisce, la bravura e l’eleganza di Ivana Monti, la poliedrica attrice milanese che inziò la sua carriera teatrale nel 1966 con Giorgio Strehler, recitando ne I Giganti della Montagna. Di Doppio Sogno, in cui è la perfida suocera di Friedolin che divide anzichè unire la coppia, abbiamo parlato proprio con Ivana Monti. “L’emozione di salire sul palcoscenico – confessa – non manca mai anche dopo tanti anni. Anzi direi che è doverosa”.
Doppio Sogno  è la novella per antonomasia che fonde sogno e realtà, tutti ricordano Eyes Wide Shut di Kubrick ma i punti di contatto con il film non sono molti
No, non ci sono molti punti di contatto se non in quella che tutti attendono, l’orgia, che è qui drammaticamente esposta ma anche con esposizione di bei corpi, di un’umanità bella esteticamente e non moralmente.
Non è una storia ma sono tante storie e la verità allo stesso modo non è una sola
Vero, ma la storia c’è ed è quella di Schnitzler, ma su questa l’autore, Giancarlo Marinelli, ha poi inserito il suo troncone di verità, una continuazione. Si può dire che la complessità della mente umana purtroppo ci viene tragicamente confermata dall’atto spaventoso del pilota di cui parlano i giornali. Quindi anche la nostra commedia è una commedia che parla della complessità della mente umana. E cioè il dolore per una mancanza non accettata spinge il protagonista, Friedolin, a cercare prima le cause e poi a provare a ricomporre la famiglia. La ricerca avviene attraverso il sogno, il sogno percorso è contraddittorio. Ora si ride, ora si piange, ora ci sono dei richiami infantili oppure è accusatorio verso la società. Certo l’umanità è evidentissima e si capisce bene soltanto alla fine.
La commedia mette in evidenza come i crimini della fantasia possano mettere a repentaglio la felicità della coppia
La mente se ne impossessa e li trasforma, li ingrandisce, dà dei colori diversi la mente. La realtà ci restituirà una realtà più umana, più bella anche se dolorosa.
È quasi strutturale alla vita dei personaggi compiere questo percorso per poi ritrovare l’amore
Si. anche se l’amore non è mai mancato, è stato piuttosto travisato, messo sotto sospetto, mentre la realtà ci dirà quale legame profondo sia sempre esistito e continuerà a esistere. Quindi è una storia d’amore dove il momento del dolore viene vissuto da tutti i personaggi, non solo dai due principali.
Se diciamo spesso il teatro è vita, più vita di questa commedia…
Esatto, e poi il sogno però ti indica anche i segreti, dei sospetti, delle non chiarezze che ci sono nella vita, nei rapporti. Quindi il sogno in questo è rivelatore e speciale. Si capirà alla fine che sogno è.
Indubbiamente è un testo complicato e immagino quanto sia affascinante esserne protagonista
Affascinante lo è senz’altro, complicato no. È complicato perchè il tradimento fa il flashback, cioè si comincia dalla fine in una realtà che sembra una realtà reale e poi, come i percorsi di noir, a mano a mano si disvelano e si ha la risoluzione finale. Per quanto riguarda il mio personaggio, è certamente affascinante recitare due madri diverse e dire quale delle due è vera. Naturalmente una ha sempre un po’ dell’altra, però una è più vera dell’altra”.