Future Film Festival 2015: al via a Bologna con Song of the Sea. Italia in concorso con Fantasticherie di un passeggiatore solitario di Paolo Gaudio

È Song of the Sea il film di apertura della 17esima edizione del Future Film Festival 2015 diretto da Giulietta Fara e Oscar Cosulich che si svolge da oggi al 10 maggio a Bologna e che vede una presenza italiana più consistente rispetto alle passate edizioni. Nato nel 1999, è stato il primo e resta a tutt’oggi il più importante evento in Italia dedicato alle tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media.

Eat the future il tema di quest’anno in linea con Expo 2015, guardare al cibi ma con gli occhi dell’horror e della fantascienza di 5 film, tra mostri famelici, animali enormi e affamati, gelati killer, extraterrestri bulimici, il tutto all’insegna del cult e del divertimento. “Dimenticate il topo Remy di Ratatouille – avvertono Fara e Cosulich – perché spesso, nella storia del cinema, la tavola è diventata un campo di battaglia tra l’uomo e l’alimento, con inevitabili inversioni di ruolo tra chi mangia e chi è mangiato”.

Song of the Sea, dunque, il film d’esordio del Future Film Festival 2015 firmato dall’irlandese Tomm Moore cui è valso la seconda nomination all’Oscar dopo Secret of Kells, racconta di un fantastico viaggio negli abissi tra creature fantastiche. Altri 9 i lungometraggi in corsa per il Platinum Grand Prize.

L’Italia concorre con il già pluripremiato Fantasticherie di un passeggiatore solitario di Paolo Gaudio, le storie intrecciate di tre personaggi di diverse epoche uniti da un sogno di libertà e da un capolavoro letterario rimasto incompiuto. La Lettonia è in concorso con Rocks in My Pockets della scrittrice e animatrice Signe Baumane che indaga su passato e segreti della sua famiglia; la Spagna con Possessed, commedia satanica in stop-motion che segna l’esordio di Sam tra esorcismi, corride e flamenco; la Svezia con Beyond Beyond di Esben Toft Jacobsen, fiaba di formazione con protagonista il coniglietto Johan che per scoprire se esiste davvero il Paradiso cerca di morire al posto dell’anziano cane; la Francia con Moomins on the Riviera di Xavier Picard, protagonisti i celebri ippopotami creati dalla scrittrice e illustratrice finlandese Tove Jansson; il Brasile con Until Sbornia Do Us Part di Otto Guerra e Ennio Torresan Jr., satira sociale a cartoon ambientata nel piccolo paese di Sbornia da sempre circondato da un muro inespugnabile che però sta per crollare; il Giappone con Giovanni’s Island di Mizuho Nishikubo, storia vera e inedita dell’occupazione russa dell’isola di Shikotan alla fine della Seconda Guerra Mondiale attraverso lo sguardo innocente dei fratellini Junpei e Kanta; la Corea con The Road Called Life, film a episodi di Ahn Jae-Hoon e Han Hye-jin su tre storie della tradizione coreana e con The Satellite Girl and Milk Cow di Jang Hyun-Yun, storia romantica tra un satellite spia che si trasforma in una ragazza, una mucca pazza per la musica e uno stregone diventato un rotolo di carta igienica.

Nutrita la schiera dei film presentati fuori concorso, tra cui due italiani: Burqa di Marco Pavone (guarda il trailer a fondo pagina) che attraverso le avventure dell’immaginario capo di governo Alan Burlesque racconta vent’anni di storia italiana; e il futurista Index 0 di Marco Sportiello, primo film di fantascienza italiano da 15 anni a questa parte che immagina un futuro a dir poco cupo per l’Europa.

Per le Follie Notturne dai sapori forti Gothic Lolita Battle Bear che segna il ritorno di Noboru Iguchi qui intenti a mescolare morti viventi con le ragazze in tute di lattice; e Tokyo Tribe di Sion Sono che viaggia nella Tokyo del futuro al ritmo di hip hop.

L’Italia anche tra i cortometraggi in concorso per il Premio del Pubblico e della Giuria, dove troviamo tra gli altri anche China Town, l’ultimo videoclip di Caparezza con le immagini animate di Peppo Bianchessi per la regia di Jacopo Rondinelli e La Valigia, video in stop-motion di Pierpaolo Paganelli che in narra in modo tenero e drammatico la malattia dell’Alzheimer.

Tra gli Eventi Speciali del Future Film Festival 2015, il tradizionale appuntamento con Archeologia del futuro a cura di Mario Serenellini che quest’anno riscopre Winsor McCay, e a ricordare i settant’anni di Hiroshima, la proiezione di Barefoot Gen e Barefoot Gen 2 targati 1983 e 1986 e tratti dal capolavoro manga di Keiji Nakazawa. E non mancano i laboratori e proiezioni dedicate ai più piccoli.

Sei gli ospiti d’onore: apre martedì 5 maggio Marco Cinello, 2D Art Supervisor per la Paramount Pictures e l’unico italiano a lavorare in entrambi i film Spongebob; seguiranno mercoledì 6 gli estoni Priit Parn e signora, ovvero la sua compagna di vita e di lavoro Olga Parn, maestri dell’animazione noir contemporanea noir; e anche Paola Trisoglio e Stefano Marinoni, direttori degli effetti speciali della Visualogie, peraltro responsabile degli effetti speciali de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores; giovedì 7 sarà la volta di Iginio Straffi della Rainbow Animation, la casa di produzione italiana che ha conquistato il mondo; sabato 9 maggio ci sarà Georgina Haynes, tra le colonne della Laika, con i suoi segreti della stop-motion; e anche Mario Addis, tra i maggiori animatori italiani, anche dei celebri corti per soli adulti.

Il Future Film Festival 2015 rende inoltre omaggio al grande autore israeliano Ari Folman con i film Valzer con Bashir e The Congress, e pure le immagini in anteprima del suo nuovo film animato sulla storia di Anna Frank.

Si chiude con Quei bravi ragazzi nella versione rimasterizzata da Martin Scorsese per il 25° anniversario dell’uscita.

Il Trailer di Burqa di Marco Pavone: