Francesco Guccini incontra i fan in teatro. Videoresoconto di una serata all’Eliseo tra racconti e ricordi

Disponibile, ironico, divertente. Francesco Guccini il suo tour non lo fa più sui palchi a cantare da quando ha deciso di smetterla con il live e il suo ultimo disco, L’ultima Thule, è stato portato in tournée dai suoi musicisti storici Juan Carlos Flaco Biondini alle chitarre, Vince Tempera al piano, Antonio Marangolo al sax, percussioni e tastiere, Pierluigi Mingotti al basso, e dalla voce di Danilo Sacco che è la voce dei Nomadi da quando Augusto Daolio se n’è andato. Però Francesco Guccini i suoi fan continua ad incontrarli nelle librerie e nei teatri. Partito da Milano il 30 novembre, passato per Bologna il primo dicembre, il cantautore modenese è arrivato al Teatro Eliseo di Roma a presentare Se io avessi previsto tutto questo. Gli amici, la strada, le canzoni, la sua opera quasi omnia che raccoglie in cofanetto, e ce n’è di due tipi, duetti, brani inediti, live, rarità e immagini per ricordare meglio, iniziando dal 1967 per finire, appunto, al 2012 de L’ultima Thule. E poi anche il libro Un matrimonio, un funerale per non parlar del gatto. Un’ora esatta il tempo che dedica ai tanti che sono venuti ad ascoltarlo, ad applaudirlo e a farsi autografare disco e libro, tra aneddoti, battute, racconti e ricordi, e la sua versione di tutto questo, a cominciare dal “suo” Folk Studio

Ancora ricordi, divertenti, esilaranti persino, come quando nel 2000 cantò in sardo, e non da solo, per il disco Barones dei Tenores di Neoneli


E se gli chiedi quale sia il suo stile, risponde così


L’autoironia il fil rouge della serata, nel suo rivelare, ad esempio, del suo perdersi canzoni e storie e del suo ricorrere goffo, per riparare, alle nuove tecnologie

Anche nei racconti del suo libro c’è del vero, magari non in tutti

E poi di nuovo indietro nel tempo a ricordare così la sua scoperta dell’America

E prima dei saluti e degli autografi, il suo augurio da buon emiliano per un Natale che sa di tortellini