Casa Siffredi: in un docureality pubblico e privato del pornodivo più famoso d’Italia

C’è qualcuno in casa? Certo che sì, non è che uno sta lì a girare film porno tutto il giorno. O magari sì, tanto il set ce l’ha in salotto… perché questa è Casa Siffredi, una bella villa vicino Budapest, in Ungheria, con giardino, piscina e pesino un set cinematografico, dove vivono Rocco (vero cognome Tano), 52 anni di Ortona, in provincia di Chieti, la moglie ungherese Ròzsa Tassi, ex pornostar con il nome d’arte di Rosa Caracciolo che ora ha una sua linea di abbigliamento, e i loro due figli, Leonardo e Lorenzo rispettivamente di 16 e 19 anni. A raccontarci la loro vita dentro e fuori casa, tra i casting per scegliere i nuovi attori dei suoi film a inedite scene familiari con moglie e figli è appunto il docureality Casa Siffredi, da mercoledì 17 marzo su La5, 7 puntate in tutto, la prima in prima serata, le altre alle 22.

Non è la prima volta che Rocco Siffredi arriva in TV: nel 2013 su Cielo ha fatto il maestro dell’eros per coppie in crisi, nello stesso anno si è esibito a Sanremo con Elio e Le Storie Tese, suoi fan visto che nel 1997 gli intitolarono una canzone della quale lui stesso girò e diresse il video, poi I Cesaroni e poi L’Isola dei Famosi. Adesso però ha l’occasione per mostrarsi nel privato, tipo in ciabatte e, forse, pigiama, mentre fa colazione, guarda la televisione, discute con i ragazzi soprattutto di sport, condivide con Ròzsa dubbi e opinioni sulla vita e sul lavoro. E poi c’è un bel via vai, da Melissa P. con cui Rocco sta scrivendo un libro al cugino Gabriele che lavora con lui, persino la troupe della pay Tv francese Canal Plus per un’intervista ai signori Siffredi. Altro che Casa Vianello. Certo a volte si esce, magari tutti insieme, magari per tornare a Napoli e discutere di una web serie con The Jackal o accompagnare Leonardo a Roma sul set del nuovo film di Simona Izzo che gli fa un provino, o magari in Abruzzo ad incontrare l’ex pilota di Formula1Jarno Trulli che produce il suo vino o a Firenze per una sfilata di moda di Rozsa o a Parigi a incontrare il fratello o magari a Ortona per un matrimonio di famiglia.

“È stata un’esperienza molto intensa – racconta Rocco Siffredi che prima di dare l’ok all’idea ha voluto riunire tutta la famiglia – avevo molto timore di mettere i miei figli nella mia vita professionale, anche se io e mia moglie non li abbiamo mai chiusi in una stanza protetta, non li abbiamo mai messi da parte, ascoltano sempre le nostre conversazioni. Quindi ho voluto qualcosa di divertente e naturale. E poi volevo che si vedesse il mio lavoro attraverso l’Accademia (la Siffredi Hard Academy per attori e registi porno da lui fondata l’anno scorso), perché non è vero che sui miei set arrivano donne ninfomani disposte a tutto”. Poi sui figli aggiunge: “credo che Leonardo potrebbe seguire la mia carriera, per le sue ‘particolari dinamiche’”. Largo ai giovani.